5 cibi grassi di cui non abusare

Dieta: il giusto compromesso tra attività fisica/mentale e gusto

Per funzionare correttamente, il nostro organismo ha bisogno di un’alimentazione equilibrata, da realizzare adottando una dieta varia e completa, ricca di frutta e verdura, ma anche di carne, pesce, uova e cereali.

Tuttavia, tra queste categorie di alimenti, se ne trovano alcuni che, anche se svolgono una funzione importante per il nostro benessere, richiedono un'assunzione moderata, accompagnata da un regolare esercizio fisico. Ricordiamo che anche l’attività mentale aiuta a bruciare i grassi e le calorie, ma la quantità di energia che richiede, specialmente nell’ambito di una vita sostanzialmente sedentaria, non è la stessa di quella necessaria per svolgere un lavoro fisico o un’attività sportiva.

Anche qui, dunque, il giusto modo consiste nella proporzione e nel senso della misura.

I must di una buona alimentazione per tutte le attività

Non tutti i grassi sono "cattivi": c’è tutta una serie di alimenti che contengono grassi essenziali utili al nostro organismo e che possono essere assunti con una certa libertà; altri, invece, dovrebbero essere consumati con cautela, a causa dell’alta concentrazione di grassi saturi, responsabili di innalzare i livelli di colesterolo nel sangue.

Ma qual è la giusta quantità di "cibi grassi" da assumere? Se consideriamo che le sostanze grasse vengono metabolizzate più lentamente rispetto agli zuccheri, otteniamo una prima risposta: l’introduzione di sostanze grasse nell’alimentazione dipende dall’attività fisica, che consente di smaltirle più velocemente, evitando che si accumulino nel sangue o nei tessuti e siano causa di disturbi fisici e sovrappeso.

In via del tutto intuitiva, infatti, un atleta a livello agonistico ha bisogno di un apporto calorico diverso e più alto, rispetto a chi pratica attività motorie per semplice fitness o a chi conduce una vita in prevalenza sedentaria.

Pietanze grasse: quali evitare, quali mangiare con moderazione

  • L’olio extra vergine di oliva

Uno degli alimenti che apportano grassi "buoni" è l’olio EVO, tra i fondamentali della dieta mediterranea.

Tuttavia, è uno dei condimenti vegetali con la più alta percentuale di grassi: eliminarlo dalla dieta non è una buona idea, basta non abusarne. Pertanto, se non svolgiamo un’attività fisica importante, è meglio limitare il consumo di olio EVO ad un massimo di due cucchiaini al giorno.

  • Le uova

Contengono acidi grassi "buoni", vitamine e proteine, ma spesso sono lasciate fuori dalla dieta perché considerate troppo ricche di grassi, tanto è vero che la maggior parte delle persone preferisce consumare solo gli albumi, considerandoli più leggeri.

In tutto ciò c’è una parte di verità, ma anche un equivoco di fondo: nel tuorlo sono contenute tutte le sostanze nutritive dell’uovo e, dei 5 g di grassi che contiene, solo 1,5 g sono saturi. Anche le uova, quindi rientrano nella categoria di "cibi grassi" da assumere con regolarità, ma senza eccedere.

  • La frutta secca

Negli ultimi anni si è diffuso il consiglio di preferire, per uno spuntino "spezza fame", una manciata di frutta secca.

È vero: le noci, le mandorle, gli anacardi, i pistacchi, sono alimenti deliziosi e ricchi di preziosi acidi grassi omega-3. C’è da dire, però, che le calorie che apportano sono proporzionalmente molte di più, rispetto a quelle di alimenti più "magri": quindi, va benissimo fare uno spuntino con una decina di mandorle o nocciole, purché non siano più di dieci!

  • La frutta

Qualcuno storcerà il naso: la frutta è un "alimento grasso" di cui non abusare? Si sente dire spesso che consumare abbondanti porzioni di frutta, più volte al giorno, contribuisce a mantenerci in salute. Come al solito, la verità sta nel mezzo, perché solo alcuni tipi di frutta sono considerati "grassi", ad esempio le banane, il cocco, i datteri e, soprattutto l’avocado. E non solo: contengono anche tanti zuccheri.

Però, dato che fanno bene alla salute, basta non eccedere nel consumo, limitandolo a due porzioni al giorno da circa 150 g ognuna.

  • Il latte e i suoi derivati

Il latte intero, la panna, il burro e i formaggi ipercalorici (come il caciocavallo, il pecorino, l’emmenthal), sono alimenti ricchi di grassi saturi e come tali andrebbero assunti con molta moderazione. Il rischio di un consumo senza regola è un’amplificazione degli effetti negativi del colesterolo nel sangue e un ridotto senso di sazietà, che induce a mangiarne di più.

Limitiamo dunque il consumo di latte a quello scremato e ai formaggi meno ricchi di calorie (come il parmigiano, la scamorza, i fiocchi di latte), ricordando che i latticini sono comunque una preziosa fonte di calcio, soprattutto quelli stagionati.

Dieta e salute: conclusioni

I cibi ricchi di grassi sono spesso indicati come colpevoli di provocare il sovrappeso, per questo molti di noi li eliminano completamente dalla dieta. In realtà, si può (e si deve) mangiare di tutto, ma nelle giuste quantità e proporzioni, facendo riferimento ai reali fabbisogni dell’organismo.

Importantissimo organizzare l’alimentazione: soprattutto se siamo costretti a mangiare spesso fuori casa, meglio preparare il pranzo in anticipo e portarlo con noi in pratici lunch box, magari assicurandoci un pasto caldo grazie agli scaldavivande.

È bene, dunque, acquisire buone abitudini alimentari, ma soprattutto è meglio perdere quelle dannose, come l’abuso di cibi ad alta densità energetica accompagnato da una vita sedentaria, priva di regolare (anche se minima), attività motoria.

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