Cenni di storia della pizza

Ritrovamenti archeologici fanno risalire l'origine della pizza al  periodo neolitico ma fù successivamente con gli antichi egizi e l'arrivo del lievito che  si fece un'importante salto in avanti nella storia della pizza.

Successivamente si hanno notizie che dei soldati persiani mangiassero un antenato della pizza farcita con formaggi e datteri.

Poi come in una staffetta gli etruschi prima importarono questo nutrimento i greci, successivamente gli antichi romani dove: Catone il Censore, famoso generale, storico, parla di un“impasto di forma rotonda con olio d’oliva, spezie e miele” che veniva “cotto su pietra” (oggi lo possiamo fare più comodamente con i forni per pizza elettrici come il nostro Caliente ), definita Panis Focacius (dal latino: “panis“, ovvero pane, cotto al  “focus“, focolare).

Quindi con la grandezza dell'impero romano cresceva sia la diffusione che le varianti nei condimenti. Arrivati intorno all'anno mille (997 d.C.) viene nominata la prima volta il termine pizza a Napoli.

Prima era  conosciuta con il termine picea a Napoli che in dialetto significa spinta, quella che si da nell'infornare su pietra ma potrebbe essere pure esser una derivazione linguistica dei termini pitta (arabi-saraceni) e bizza (tedesco-longobardo). Ma manca ancora un'ingrediente che diverrà fondamentale per la pizza per come la conosciamo oggi: il pomodoro.

Questo fa la sua comparsa sulla pizza o almeno se ne ha documentazione nel 1830 sempre nella capitale della pizza Napoli, ma già un secolo prima almeno venivano cotte pizze alla marinara 1734 con una ricetta ancora però senza il pomodoro che fa la sua comparsa almeno documentata nel 1830 sempre in quel di Napoli, successivamente  nel 1889  arriva la famosa pizza Margherita. Era il 1889 quando il re Umberto I e la regina Margherita  si trovavano a Napoli per trascorrere l'estate. La regina incuriosita dalla pizza che non aveva mai mangiato e di cui ne aveva sentito parlare la volle provare. Fu convocato a corte allora il più famoso pizzaiuolo  tal Raffaele Esposito che proprio per questa particolare e unica occasione ricercò degli ingredienti che degne dei reali palati. Fece per l'occasione tre tipi di pizza una, detta “Mastunicola“, fu preparata con la sugna (una specie di strutto), basilico e formaggio; la seconda   la classica "pizza alla marinara" con pomodoro,aglio e olio e ; una terza con pomodoro, mozzarella  e basilico, per riprodurre i colori della bandiera italiana. Fu quest’ultima che piacque alla  regina Margherita!

Come si può immaginare, la voce si sparse  in men che non si dica  per Napoli, e furono  moltissime le richieste fatte per questa tipologia di pizza nella pizzeria R.Esposito come pure nelle altre gia molto diffuse. Poi la storia andò fuori Napoli e la pizza alla Margherita si diffuse un po’ dovunque prima in Italia o poi nel mondo. Fino ad essere nominata dell'UNESCO  patrimonio mondiale dell'umanità.

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